articoli
ANTONIO CURIA
Business in Brasile
Business in Brasile

Tra i mercati esteri quello che riscuote il maggior gradimento da parte delle aziende italiane è il Brasile. Per comprenderne il motivo abbiamo intervistato il Dr. Antonio Curia che si occupa di consulenza legale e di investimenti per quanto riguarda la Repubblica Federativa del Brasile. Lo studio ha un'esperienza diretta e quotidiana sul mercato brasiliano e può essere considerato a ragione un punto di riferimento per chi desidera orientarsi ed entrare in questo paese per fare business.

Dottor Curia perché investire in Brasile?
Il Brasile è l'ottava economia dei mondo, e la maggiore dell'America Latina, con un Prodotto Interno Lordo, nel 1998, di 777 miliardi di dollari. Dopo il Brasile, la maggiore economia del Continente Latino-americano è quella del Messico; segue lo Stato di Sào Paulo; poi, l'Argentina e, il quarto posto, la città di Sào Paulo.
Una popolazione di 163 milioni, la quinta del mondo: una popolazione giovane perchè il 63% della popolazione ha meno di 29 anni, il che implica un numero ingente di potenziali consumatori.
Perché vi sono 25 milioni d’italiani o persone di origine italiana producono il 35% del Pil brasiliano, guardando con interesse e attenzione ai rapporti con l’Italia. Potrebbero rappresentare un punto di riferimento importante per l’indispensabile riorganizzazione del modello produttivo distrettuale.
Quinto paese del mondo per estensione, 8.547.403 kmq (più di 28 volte l'Italia 301.318 kmq e due volte e mezzo l'Unione Europea), senza deserti e né aree gelide, che costituiscono il più ricco ecosistema del pianeta in termini di biodiversità.
Membro del MERCOSUL. Oggi non si può pensare solo al mercato brasiliano: si devono anche considerare i paesi del Mercosul (Brasile, Argentina, Paraguay, Uruguay e suoi associati Bolivia e Cile), con un Prodotto Interno Lordo, nel 1997, di 1.147,7 miliardi di dollari e una popolazione di 205 milioni di abitanti.
Cosa dicono le società di rating mondiali sulla situazione macroeconomica del Brasile?
Uno dei principale termometri di fiducia degli investitori nell’economia, l’EMBI + Brasile, calcolato per la Banca d’investimenti JP MORGAN CHASE, indicava 210 ponti alle 19h40 del 13 ottobre 2006, con un leggero rialzo di 0,94%. Ieri il rischio Paese aveva chiuso a 212 punti. Nel mercato secondario dei titoli il debito esterno brasiliano, il Global 40 perdeva lo 0,14%, posizionandosi a 130,688% del suo valore di fase. La seconda carta più rappresentativa dell’indice JP Morgan, il Global 18 o A-Bond (Amortizing Bond o Buono di Ammortizzazione), perdendo valore dallo 0,18%, a 109,875% del suo valore di fase.
L’ Emerging Markets Bond Index - Brasile é un indice calcolato dalla differenza tra la remunerazione dei titoli di debito esterno brasiliano e il rendimento pagato per i titoli del Tesoro degli USA (treasuries), preso in considerazione come il Paese solvente del mondo, con rischio praticamente nullo.
Quali sono i settori maggiormenti “fertili” per investire?
Il Brasile è il maggiore paese del mondo con area coltivabile: possiede il 22% delle terre coltivabili del mondo e solo il 17% sono sfruttate. Siamo i primi produttori mondiali di caffè, zucchero di canna (dalla quale deriva l’etanolo, ultima importantissima fonte di energia), frutta e succo d'arancia; e i secondi di soia, carne bovina, pollame e granoturco. La produttività del suolo è elevata (si arriva a tre raccolti di arance e a due di uva per anno!) e ciò grazie alle ore di luce e al clima favorevole. Inoltre, possediamo il maggiore allevamento bovino del mondo con 170 milioni di capi.
Principali settori in crescita sono: telecomunicazioni - energia elettrica (produzione, trasmissione e distribuzione) - trasporti - estrazione mineraria petrolio. Altri settori importanti sono: agroindustria - elettro e elettronica abbigliamento e calzature - carta e cellulosa - informatica - macchine utensili.
Energia elettrica abbondante; nona posizione mondiale come produttori di energia elettrica. La maggiore centrale idroelettrica del mondo è in Brasile: Itaipu che serve il sud-est del Brasile.
Esistenza di incentivi all'esportazione.
Importazioni in crescita.
Le prospettive di crescita delle importazioni sono elevate, tenendo in considerazione la politica di apertura commerciale, la modernizzazione dell'economia e la necessità di espansione e diversificazione delle vendite all'estero. li Governo brasiliano concede priorità a determinati settori per la privatizzazione i quali avranno bisogno di importare attrezzature.
Grande potenziale di investimenti nel turismo: non credo sia necessario dare risalto alle bellezze che il Brasile può offrire al turista straniero. La nostra infrastruttura necessita di maggiori investimenti.
E finalmente, l'autostima è alta.
Il mercato immobiliare, Come nel resto del mondo, l'industria edilizia nel Brasile è macro generale pro-ciclica, oscillando da un improvvisa impennata, come si sta verificando sia nel 2005 che attualmente, ma anche improvvisamente riversandosi nell´altro senso. Questo continuo cambiamento é in gran parte da spiegare con underperformance del settore che negli ultimi anni é storia del Brasile di alti tassi di interesse e di disponibilità economica limitata. Tuttavia, il tasso di interesse dinamico nel Brasile sembra cambiare per il segno positivo, con il frenare dell'inflazione e con conseguente declino dei tassi ed l´estensione graduale della curva di rendimento.
La nostra squadra economica prevede un piano d'azione dei tassi di interesse cadenti per gli futuri due anni (Selic è previsto a 14.5% in 06E, a 12.5% in 07E), che crediamo dovrebbe contribuire verso una richiesta maggiore e, col tempo, verso una maggiore disponibilità di finanziamento.
Vi sono problemi per l’ingresso ed il rimpatrio di capitali stranieri?
Fine delle restrizioni al capitale straniero. Come conseguenza, c'è stato un aumento degli investimenti diretti stranieri. I brasiliani hanno già superato la fase in cui, come diceva il deputato brasiliano Roberto Campos, il Governo desiderava un capitalismo senza profitti, un socialismo senza disciplina e investimenti senza investitori stranieri.
Il tasso di investimento sale (gli investimenti interni ed esteri rappresentano il 16,5% del Prodotto Interno Lordo)
Cosa sta facendo il Governo brasiliano per attirare investimenti stranieri?
A metà settembre 2005, il Brasile ha emesso le prime obbligazioni denominate in REAL, ricavandone BRL 3,4 miliardi (1,5 miliardi di dollari), Le obbligazioni scadranno nel 2016. L’emissione migliorerà la posizione debitoria del Brasile, dato che eliminano il rischio che una brusca svalutazione della valuta locale faccia aumentare il costo degli interessi dovute sulle obbligazioni in valuta estera. Il saldo della bilancia commerciale del Paese è estremamente positivo, nonché il quadro generale economico rimane estremamente positivo.
L’accordo con il FMI (Fondo Monetario Internazionale), a inizio anno non è stato rinnovato a riprova della fiducia che queste istituzioni ripongono nella crescita del Paese e nella creazione di uno sviluppo virtuale che consenta di innestare una crescita di lungo periodo, ad ogni buon conto l’Istituzione Finanziaria Internazionale ha deciso di mantenere un osservatorio nel paese. Il rischio Paese è 392 , in discesa dai 430 punti di fine 2005 e a conferma dei giudizi positivi espressi dalla comunità finanziaria internazionale.
Come si sta organizzando il nostro Governo per favorire la cooperazione tra Imprese italiane e brasiliane?
Lo stato di Sao Paulo – dove si concentra il 34% del PIL e il 50% dell’export di tutto il Brasile e che da solo supera il PIL di tutta l’Argentina – ha manifestato un forte interesse nel progetto riguardante l’espansione degli investimenti delle PMI (Piccole Medie Imprese) italiane verso il Brasile. Lo stesso nostro Governo si è interessato a promuovere interessanti strumenti finanziari per facilitare l’ingresso delle PMI italiane nel mercato brasiliano ed implementare anche le imprese brasiliane. Strumenti nuovi, in grado di garantire affidabilità ai progetti di partnership industriale tra le aree delle regioni più attive e promettenti, allo scopo di trasferire in Brasile tecnologie capaci di aggregare valore aggiunto ai prodotti locali.
Di questo si è parlato nel gruppo di lavoro su “Strumenti di Finanza Innovativa per le PMI”,coordinato dal nostro vice ministro Mario Baldassarri, nel corso della II conferenza Nazionale sull’America Latina. Assieme al vice ministro vi era anche il presidente del BNDES (la grande Banca di Sviluppo del Brasile) Guido Mantega, il presidente del San Paolo IMI Enrico Salza e della SACE Ignazio Gentiloni.
Lo scorso mese si è svolto a San Paolo del Brasile un affollato workshop sul nuovo ciclo dei distretti industriali come “modello di produzione collaborativa per sfidare la globalizzazione” cui hanno partecipato oltre 150 imprenditori e rappresentanti della comunità degli affari paulista. L’incontro, promosso dalla Camera di Commercio Italo-Brasiliana, dal Censis e dal Serasa (massimo organismo di informazione e consulenza del mondo imprenditoriale brasiliano), ha avuto come principale obiettivo quello di verificare le opportunità di collaborazione fra i due Paesi, tenuto conto delle difficoltà che incontrano i distretti industriali italiani per l’aggressiva competizione asiatica.
Quali sono le forme societarie del diritto brasiliano?
a) la succursale di società straniera in Brasile
La società straniera che intende costruire uno stabilimento produttivo in Brasile deve essere autorizzata dal Governo brasiliano, che si pronuncia con apposito Decreto Presidenziale.
La procedura di autorizzazione di una succursale o filiale di società straniera sconta, tuttavia, un iter burocratico molto complesso e farraginoso che presenta, altresì, notevoli spese. Per queste ragioni le società straniere, salvo poche eccezioni, ne fanno scarso uso, preferendo invece costituire delle vere e proprie società brasiliane, anche partecipate al 100%.
b) la società limitada
Le “Sociedade Limitada - Ltda”, regolate dal Nuovo Codice Civile brasiliano (Legge n. 10.406 del 10 gennaio 2002), hanno una disciplina analoga alle “Srl” italiane, prima della recente riforma del diritto societario italiano. Si tratta della configurazione societaria maggiormente utilizzata dagli operatori stranieri per compiere operazioni di natura permanente in Brasile, in quanto godono di una certa flessibilità operativa e basso costo di costituzione e di gestione burocratica. Infatti, molte multinazionali in Brasile sono state costituite come Ltda.
c) la società anonima
In maniera generale, le S.A. brasiliane sono regolate dalla legge n. 6.404 del 15 dicembre 1976, e successive modifiche (l'ultima è quella della legge n. 10.303, del 31 ottobre 2001), la quale detta una disciplina molto simile a quella delle S.p.A. italiane prima della recente riforma del diritto societario italiano.
Le S.A. possono costituirsi per sottoscrizione pubblica o privata. La costituzione mediante sottoscrizione privata richiede la formalità dell'atto pubblico notarile.
A chi rivolgersi per investire, con massima professionalità, in Brasile?
Sicuramente le istituzioni nazionali sono presenti sul territorio brasiliano a tutela e a disposizione di coloro i quali siano disposti ad investire dei capitali, tali sono l’Ambasciata d’Italia, i Consolati, l’Istituto del Commercio con l’Estero, la Camera di Commercio italiana (attenzione a quelle non riconosciute!!!) ma la consulenza di tali enti nella maggior parte delle occasioni è molto basica…Infatti ciò che serve maggiormente è uno studio di professionisti che sia in grado di offrirvi sia la più alta consulenza teorica ma che possa seguirvi in tutte le operazioni necessarie affinché il vostro investimenti giunga agli esiti sperati.